martedì 14 aprile 2009

Lettera (pubblica) d'amore

"Ciao amore...sono quasi le due e io sono a casa da mezz'ora. Siamo stati assieme un sacco in questi giorni e, come al solito, il tempo è volato assieme a te. Siamo stati benissimo, ma non serve dirlo, lo sai perchè so che anche per te è stato così, te l'ho visto in faccia sempre tra ieri e oggi e sono felice anche di questo.
Mi riempie di gioia vedere come mi guardi, con quegli occhi che cercano una risposta, una conferma che quello che senti tu non lo senti solo tu, che siamo in due ad assistere a questa meraviglia ogni volta. Più passa il tempo e più mi stupisco di cosa succeda in quei pochi centimetri che dividono i nostri occhi quando tra di noi si insinua quello sguardo speciale che si distende sul mio viso e sul tuo. Ci guardiamo e in quei pochi secondi di pace e di meraviglia e di amore puro ci siamo detti tutto quello che volevamo dirci, ci siamo fatti le migliori e più sincere promesse di fedeltà e rispetto e tenerezza ed eterno che due innamorati possano farsi.
Sei tutto quello che potevo augurarmi, e anche di più. Ci sono giorni e ci sono sere in cui mi paralizzo all'idea di perdere tutto questo, come se non me lo meritassi fino in fondo. Ci sono sere in cui tornando a casa in macchina da casa tua, dopo questi due giorni meravigliosi, verso tutte le mie lacrime, metaforiche e non, un po' per la gioia e un po' per la tristezza infinita di doverti salutare e perdermi ore e giorni e momenti che ciascuno di noi due deve vivere da solo, a centinaia di chilometri.
Ma poi mi dico che se ci siamo incontrati in quel modo assurdo e quasi impossibile ci sarà una ragione, non può essere un assaggio e basta, voglio un pranzo completo, una portata dietro l'altra. Voglio anche le difficoltà, i momenti brutti, voglio tutto e voglio guadagnarmi tutto con il sudore della fronte facendoti vedere con l'impegno delle piccole cose di tutti i giorni che siamo davvero l'uno il destino dell'altra.
Non esiste ancora un alfabeto grande abbastanza per raccontarti come si deve tutto il mio amore: ma ti amo con tutto il cuore, è semplice."

lunedì 23 marzo 2009

Ci sono ci sono!

Questa città mi assorbe...tutto mi assorbe :)

Sto bene, continuo a pensare e ad avere una vita interiore intensa anche se pochissime occasioni per scrivere con calma, purtroppo. Un nuovo, breve spero, digital divide mi divide (ah. ah. ah.) dal mio blog.
Ma mi sto segnando tutto su un diario: impressioni volanti, pensieri, pensieri al lavoro e sul lavoro nuovo - che meriterebbe un post a se -(non mi è mai sembrato di essere così lucida e matura come in queste ultime settimane! Come se mi fossi svegliata e resa conto di aver condensato dentro di me un sacco di cose da dire e da pensare. Ogni tanto mi sembra di non sapere da dove mi vengano tutte le cose che dico: mi sento dirle o mi accorgo di stare pensandole e mi domando "E questa da dove sbuca??"), grandi liste, grandi propositi di vita, di arredamento casa, di cose da vedere e da fare..la digitale rotta (di nuovo, si!) mi impedisce di fornire foto decenti della casa e delle ultime novità ma spero che il post-it accanto alla macchina sulla scrivania di papà (freccina+ ASSISTENZA!!!!) sortisca l'effetto desiderato!

Sono felice, è un periodo ricco. Uno di quei periodi fluidi e pieni e completi in cui senti di avere in mano le cose che vivi, in cui le dita scorrono veloci sulla tastiera e il tuo compito è solo di seguire il muoversi sicuro delle cose. Perchè c'è qualcosa che le muove e tu scorri al loro interno con grazia. Mi sento così, come se ci fosse stata una specie di rivelazione attorno a me, come se avessi una nuova lucidità di fronte alle cose che ho attorno, alle persone che vedo e a cui voglio bene: come se si fosse spezzato il filtro che avevo davanti agli occhi negli ultimi mesi, e, per alcuni aspetti, negli ultimi anni.

Direi bene insomma :)

Vi aggiorno il prima possibile!!

lunedì 9 marzo 2009

A rieccola

Allora, dove eravamo rimasti?
Sono a Milano! Si, sono proprio a Milano: lavoro, ho una casa, ho i piedi gonfi :)

No, dai, non facciamola tragica: ho cominciato oggi il mio stage, i piedi gonfi sono dovuti alla stanchezza di chi deve ancora ri-abituarsi a spostarsi per lavorare, a stare in mezzo alla gente, a ricordarsi le cose, a sorridere, a essere una persona professionale, a prendere autobus-metro-tram...il lavoro? Era il primo giorno: mi hanno abbandonata e sfruttata ovvio! Tutto bene quindi :)

E poi il trasloco nella mia meravigliosa nuova casetta! Ho una casa! Betta e io abbiamo trovato un bilocale in una zona molto carina di Milano: era la dodicesima casa visitata, avevo quasi perso le speranze di trovare un posto decente quando è apparsa questa visione in mobili ikea vecchio stile...il bagno ha una finestra, i letti sono nuovi, l'aspetto è davvero gradevole, immersa com'è nell'atmosfera della Vecchia Milano-ristrutturata-di ringhiera-con portoncine verdi e molti anziani. Un giorno in cui non sto per morire come oggi (e scusate se è poco, Primo Giorno di Lavoro!) posterò delle foto con il prima e il dopo. Si perchè la casa era ed è, sebbene un po' migliorata, in uno stato igienico precario dovuto a precedenti inquilini francesi (il bidè era intonso infatti, hahahahahaha!!). Quindi la mia quasi morte è dovuta al trasloco misto a pulizie misto a spostare pacchi misto a Ikea di domenica mista a sua volta a prospettiva di un altro week end uguale (ma senza ikea dai!). A prestissimo con maggiori dettagli su come è andata, su come va su come andrà da questo punto di vista. (Nota: non capisco perchè si avverte questo obbligo a far sapere e aggiornare, ma non ho la forza di rifletterci stasera, anche questo via, rimandiamo! Come ho appena detto a Betta se comincio a sentirmi in colpa verso il blog quando avrò un figlio come farò? E direi che questo apre e conclude la questione in tre righe. Il mio prof preferito sarebbe molto fiero di me per la brevità).
Insomma: tutto bene. Tutto un po' confuso, tutto incasinato come succede in ogni buon trasloco. E dato che ho traslocato qui la mia vita, scusate se è poco.

Concludo scrivendovi i messaggi che mi sono scambiata coi miei genitori stamattina in occasione del Primo Giorno di Lavoro, giustamente celebrato:
Alla mamma: "Mi sembra ieri che eravamo in macchina io e te andando all'esame di terza media e adesso guarda qui primo giorno di lavoro mamma!!! Sono tranquilla comunque, e c'è anche il sole. Ti mando un bacio ti abbraccio e ci sentiamo dopo!!".
Risposta: "Tesoro io sono molto fiera di te non solo per quello che stai iniziando ma soprattutto per come sei. Stai tranquilla che tanto va tutto bene. Ti abbraccio forte".

A papà: "Mi sembra ieri che facevamo la gara coi genitori e i palloncini alle Gabelli (NdR: scuole elementari di Pordenone) e adesso guarda qui papà! Fammi l'in bocca al lupo, ti mando un bacio. Ci sentiamo stasera!".
Risposta: "Devi fare come se fosse il primo giorno di scuola e viverlo con la curiosità e l'entusiasmo che hai sempre avuto. Un bacione da papà".

Ripeto, e scusate se è poco.


sabato 21 febbraio 2009

Uno pensa

Uno pensa di fare bene, che si impegna per qualcosa, che non vuole altro che lavorare, non fronzoli, non ricchezze, non viaggi, nemmeno regali, non vuole nient'altro che emergere e imparare e volare da solo. E poi, si ricorda.
Mi sono pagata quasi 2000 euro di tasse universitarie, l'ultimo anno: questo nessuno se lo ricorda mai. Mi dà fastidio fare i conti in tasca a mio padre ma non sarebbe carino dirmi solo "Non ti preoccupare, vuoi solo lavorare a Milano, che ci puoi fare se gli affitti costano così tanto. Ma stai tranquilla e vedrai che una soluzione si trova"?
Oppure, sono la figlia viziata che pretende troppo? Mi piace autocommiserarmi? Non lo so: chiedo troppo, sbaglio qualcosa? Siamo tutti sulla stessa barca, perché vedere subito il lato negativo delle cose?
E se mi fossi fatta di eroina? E se fossi rimasta incinta a 15 anni? Se avessi perso 4 anni di scuola chiudendomi nel peggiore mutismo adolescenziale?
Perchè non mi puoi apprezzare punto? In fondo, chiedo solo di vivere di stenti in una città, lavorando come tutti gli altri, cominciando come hanno fatto tutti.
I soldi sono sempre un problema.

giovedì 19 febbraio 2009

A volte

A volte è difficile. E' difficile concialiare cose, persone, situazioni, esigenze. A volte, invece, è necessario.
Ed è la mia più grande paura (dopo Excel e la mia imbranataggine al computer, certo) del fatto di lavorare. Mettere insieme la famiglia al lavoro, o anche metterla da parte per un attimo, cucirsi addosso dei tempi e dei modi di fare del tutto nuovi e incastrarli con la presenza nella vita di un fidanzato, di un'amica, di una nonna.
Io credo che sia abbastanza normale avere paura di deludere la gente che ci vuole bene, e che per una donna sia fatalmente più frequente vivere "divisa" tra situazioni e mansioni diverse tra loro e con pesi specifici diversi.
Ma nella mia vita ho sentito il peso di tutto questo e ogni tanto mi dimentico di come questa sia una delle cose che più mi fanno soffrire e meno mi rendono libera. Non voglio dovermi giustificare per tutto: sia che si tratti di restare in ufficio fino alle otto sia che si tratti di passare un giorno intero solo con una persona, ignorando tutto il resto del mondo. Non vorrei mai giustificarmi in generale, io. Come persona, intendo: proprio non lo sopporto. Ma, a volte, è necessario. Soffro ma serve. Altrimenti non si va da nessuna parte, se non ci si porta addosso parte di questo peso.
E adesso capisco quando è difficile essere una donna come mia madre: non ti fa pesare niente se si tratta di concentrare l'attenzione su di te. Lei è una Madre con la M maiuscola: pesante e presente allo stesso tempo, senza che tu te ne accorga. Un minuto prima non puoi fare a meno di lei, un minuto dopo quasi non ne puoi più.
Io soffro di queste cose: mi sembra di perdermi qualcosa dell'una e dell'altra cosa tra cui mi sento costretta a scegliere. Non ci si dovrebbe trovare in queste cose lo so, ma è il mio modo di amare. Non voglio censurare o limitare niente di me stessa. Ma, a volte, serve.
Sono felice ed eccitata e spaventata allo stesso tempo per le cose che mi sono successe da qui a 10 giorni fa: ma non posso dimenticare chi sono, da dove vengo e cosa ho vissuto fin'ora.
Con calma. Con calma.

mercoledì 18 febbraio 2009

Good news

Non c'è un modo soft per dirlo, per cui lo dico e basta.

MI HANNO PRESA A MILANO!!!!

Sono ancora un po' sconvolta/felice/stupita ma adesso devo attivarmi per un po' di burocrazia e per trovare una casa! Ecco, non vi offendete se non mi vedrete molto attiva in questi giorni ma prometto un aggiornamento random sullo stato di avanzamento delle cose asap.

Ce l'ho fatta!!!!!!