mercoledì 3 agosto 2011

Del coraggio e della spudoratezza

Mi imbarazzo di fronte alle sfide con persone che mi sembrano più brave di me: è sempre stato così, mi piace evitare le difficoltà. Sono un'evitona.
Anche se molto competitiva, se annuso una presunta migliore capacità rispetto alla mia - a fare qualcosa che mi interessa - tendo a scappare.
Se poi a questo si unisce una qualche sensazione di presunzione, figuriamoci. Scappo a gambe levate.
Si, perché mi viene l'urto. Mi infastidisco. Mi annoio persino.

Questo per dire che, però, c'è una riflessione che ho fatto.
Possibile che io rischi qualcosa? Possibile che ci sia qualcosa da perdere?
E se semplicemente fosse che ciascuno di noi ha il proprio modo di vedere le cose e che non necessariamente arriviamo tutti allo stesso modo, molto "fico", di mostrare le nostre capacità in qualcosa?

Direte, che banalità.
E invece, secondo me, il punto centrale è questo quando si vuole intraprendere qualcosa: non farsi trascinare dagli eventi ma condurli con il proprio spirito personale. Anche se c'è chi ti dice che tutto il resto del mondo fa in un altro modo, devi procedere secondo l'istinto. Con la testa, studiando, decidendo, scegliendo ma non secondo il modello standard "che le cose per avere successo si fanno così".

Come se scopriste per la prima volta una cosa: il vostro non è un ripetere una cosa già vista da altri, ma quella cosa è come se nascesse nuovamente perchè ci siete voi come filtro tra la cosa e il resto del mondo.

Piccolo impegno per l'estate, dovunque siate (in vacanza o no): proponetevi di fare voi da guida e non di seguirla. Immaginate di doverla scrivere per gli altri: che cosa vi piace, che cosa vi emoziona?
Sono sicura che il ricordo di questa estate sarà molto più vivido. Ogni giorno sarà molto più vivido: è solo questione di decisione.

venerdì 27 maggio 2011

Vivere la cucina, vivere in cucina.

Vivere la cucina, vivere in cucina. È questo il vero cuore della casa. Mica il salotto, che va bene per guardare la tivù. Mica la camera da letto, che va bene per dormire. La cucina è il posto ideale per fare l’amore. In tutti i sensi. È amore quello che metto quando faccio le lasagne, strato dopo strato, che combaciano caldi e fumanti fra ragù e besciamella […] Nulla è più eroticamente simbolico di ciò che si trova in cucina […] Chissà quanti di noi sono stati concepiti in cucina. Io, di sicuro […]. Ma certo non solo io. Pensateci, che bello i gesti d’amore fra le farine, e i vetri un po’ appannati. Credete a me: chi trova il primo soffio di vita in mezzo a queste cose è più buono, e gli ingredienti della sua ricetta ideale saranno per tutta la vita: amore quanto basta.

Tratto da:
È pronto in tavola. Le mie ricette e quelle di famiglia
di Vito [Stefano Bicocchi]

lunedì 23 maggio 2011

Ciao

Questo blog ti deve il suo splendido nome, e di questo non ti ho mai ringraziato.

Mi mancherai.
E, davvero, grazie.

martedì 28 settembre 2010

La lettera d'amore

Cara Capra
come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l'equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l'orlo di un precipizio, per sempre? So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L'aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo.
Sto bruciando. E' troppo banale per te? No, e lo sai. Vedrai. E' quello che capita, è quello che importa.
Sto bruciando.
Non mangio più, mi dimentico di mangiare, mi sembra una cosa sciocca, che non c'entra. Se ci bado. Ma non bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi, una casa piena di fratelli, legati dal sangue che si dilaniano in una faida:
"Mi sto innamorando"
"Tipica scelta stupida"
"Eppure..... l'amore mi tormenta come fosse dolore"
"Sì, continua così, manda a puttane la tua vita. E' tutto sbagliato e lo sai. Svegliati. Guarda le cose in faccia".
"C'è una faccia sola, l'unica che vedo, quando dormo e quando non dormo".
Stanotte ho buttato il libro dalla finestra. Ho provato a dimenticare. Tu non vai bene per me, lo so, ma quello che penso non mi interessa più, a meno che non pensi a te.
Quando sono accanto a te, davanti a te, sento i tuoi capelli che mi sfiorano la guancia anche se non è vero. Qualche volta guardo altrove. Poi ti guardo di nuovo.
Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio un'arancia, quando guido la macchina, quando vado a dormire ogni notte senza di te, io resto come sempre
Montone

Da “La lettera d’amore” di Cathleen Schine

lunedì 13 settembre 2010

Fare cose che ti piacciono.

Questo è il segreto di tutto.

mercoledì 25 agosto 2010

Buonanotte

Messere abbandona le armi di questa giornata,
perché è dolce e mite questa nottata.

Una Principessa ti saluta da lontano,
mentre un bacio di buonanotte le scivola dalla mano.

venerdì 20 agosto 2010

La strana estate

Cavaliere che traghettavi nella tua strana estate
Quella Piccola Dama sul ponte della nave
Le hai stretto la mano e il sole ancora non c'era.
Era forse Incantesimo o Atmosfera?